La misura sostiene programmi di sviluppo delle PMI operanti nella filiera della moda, con particolare attenzione a:
- integrazione dei processi produttivi localizzati in Italia lungo la filiera;
- utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea;
- programmi realizzati da aggregazioni di imprese.
Possono partecipare esclusivamente le micro, piccole e medie imprese, regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, che svolgono almeno una delle attività ATECO 2025 individuate nell'Allegato 1 del decreto.
Le PMI possono presentare domanda:
- singolarmente;
- in forma congiunta, con un'aggregazione composta da un minimo di 3 a un massimo di 6 PMI.
L'agevolazione può essere composta da:
- contributo a fondo perduto;
- finanziamento agevolato, su richiesta dell'impresa.
L'intensità effettiva dipende dalla localizzazione dell'investimento, dalla dimensione dell'impresa e dalla tipologia di progetto, nel rispetto del GBER, della Carta degli aiuti a finalità regionale oppure del regime de minimis.
Finanziamento agevolatoPuò essere richiesto fino al 20% degli investimenti ammissibili.
Caratteristiche:
- durata massima: 10 anni;
- preammortamento: massimo 3 anni;
- tasso agevolato pari al 20% del tasso di riferimento UE vigente alla data della concessione;
- rimborso in rate semestrali costanti, con scadenza 30 giugno e 31 dicembre;
- nessuna garanzia richiesta sul finanziamento agevolato.
La somma di fondo perduto e finanziamento agevolato non può superare il 75% dell'investimento complessivamente ammissibile.
Per gli investimenti agevolati ai sensi dell'art. 14 GBER, il beneficiario deve inoltre garantire almeno il 25% delle spese ammissibili mediante risorse proprie o finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.
Regime de minimisSu richiesta dell'impresa, alcuni programmi possono essere agevolati in regime de minimis.
In tal caso:
- l'intensità di aiuto non può superare il 50% degli investimenti ammissibili;
- resta fermo il limite del 75% per la somma tra contributo e finanziamento agevolato.
Il piano di sviluppo deve prevedere spese complessivamente ammissibili:
- non inferiori a 1 milione di euro;
- non superiori a 20 milioni di euro.
In caso di progetto congiunto, il programma riferibile a ciascuna PMI deve essere almeno pari a 200.000 euro.
Il programma di investimento produttivo deve rientrare in una di queste fattispecie:
- creazione di una nuova unità produttiva, quindi apertura di un nuovo stabilimento o sito produttivo;
- ampliamento della capacità produttiva di un'unità esistente, per esempio aumento della capacità di produzione attraverso nuovi impianti o nuove linee;
- riconversione dell'unità produttiva, cioè diversificazione della produzione verso prodotti che l'impresa non aveva mai fabbricato prima;
- ristrutturazione dell'unità produttiva, intesa come cambiamento fondamentale del processo di produzione;
- acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente, nei limiti previsti dal GBER.
Questi programmi sono però agevolati in de minimis, di importo non superiore a 1 milione di euro.
A integrazione dell’investimento produttivo principale possono essere inseriti anche:
- progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione, fino al 40% dell’investimento complessivo;
- progetti di formazione del personale, fino al 20%;
- progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, esclusivamente se il programma di investimento produttivo supera 5 milioni di euro.
Il programma deve concludersi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione.
Sono ammissibili le immobilizzazioni materiali e immateriali relative a:
- suolo aziendale e sistemazioni: massimo 10% del programma di investimento;
- opere murarie, assimilate e infrastrutture aziendali: massimo 40%;
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati ai fabbisogni dell'unità produttiva;
- immobilizzazioni immateriali ammissibili ai sensi del GBER.
Sono inoltre ammesse consulenze connesse al programma, entro il limite massimo del 5% dell'investimento produttivo ammissibile.
Spese per innovazione di processo e organizzazionePossono comprendere:
- personale tecnico, ricercatori e personale ausiliario;
- strumenti e attrezzature nuovi;
- ricerca contrattuale;
- conoscenze e brevetti;
- consulenze e altri servizi;
- spese generali e materiali, fino al 20% del progetto di innovazione.
Sono ammissibili:
- costi del personale dei formatori;
- viaggio e alloggio dei formatori e dei partecipanti;
- materiali e forniture;
- ammortamento di strumenti e attrezzature;
- consulenze connesse alla formazione, entro il 10% del progetto formativo.
Non è agevolabile la formazione obbligatoria prevista dalla normativa.
Spese per ricerca industriale e sviluppo sperimentaleSono ammissibili:
- personale;
- strumentazione e attrezzature;
- ricerca contrattuale;
- conoscenze e brevetti;
- consulenze;
- spese generali supplementari e altri costi di esercizio, calcolati forfettariamente nella misura del 20% degli altri costi ammissibili.
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