Il bando Zenit finanzia interventi innovativi e sperimentali finalizzati a:
- accrescere le competenze digitali delle persone con disabilità e/o invalidità;
- favorire la loro inclusione sociale e lavorativa;
- rafforzare l’autonomia personale;
- promuovere percorsi formativi digitali accessibili, coerenti con i principi di:
- accessibilità universale;
- progettazione universale per l’apprendimento;
- accomodamento ragionevole.
I progetti devono essere rivolti a persone con disabilità e/o invalidità, occupate, inattive o in cerca di occupazione, in età lavorativa, cioè tra 16 e 67 anni.
Rientrano nel target:
- persone con disabilità:
- fisica;
- motoria;
- sensoriale, ad esempio visiva o uditiva;
- intellettiva;
- psichica;
- plurima;
- persone con invalidità civile, di qualsiasi percentuale;
- persone con invalidità del lavoro;
- persone appartenenti alle categorie protette.
Le proposte devono essere presentate obbligatoriamente in partenariato, composto da:
- minimo 2 soggetti;
- massimo 5 soggetti.
Nel partenariato deve essere individuato un Soggetto responsabile, che coordina i rapporti con il Fondo.
Il Soggetto responsabile deve:
- essere un soggetto pubblico oppure privato senza scopo di lucro;
- essere costituito da almeno due anni;
- avere sede legale in Italia;
- non avere mai svolto attività in contrasto con le finalità del Fondo;
- presentare una sola proposta, salvo le regole particolari previste per università, centri di ricerca ed enti pubblici;
- non partecipare anche come partner in altre proposte;
- non essere un’associazione di categoria o un sindacato.
I partner ordinari, diversi dal Soggetto responsabile, devono essere:
- soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro;
- con sede legale in Italia;
- registrati sulla piattaforma Re@dy;
- aderenti alla proposta progettuale;
- non presenti in altre proposte, salvo le eccezioni per università, centri di ricerca ed enti pubblici.
Sono ammessi anche partner for profit, ma solo con ruolo specifico e limitato. Possono essere coinvolti esclusivamente per:
- apporti specialistici di conoscenze, competenze e risorse per realizzare attività di formazione digitale, compreso lo sviluppo di programmi formativi digitali accessibili;
- azioni finalizzate a favorire l’inserimento dei beneficiari nel mercato del lavoro.
I partner for profit:
- devono avere sede legale o operativa in Italia;
- non possono partecipare a più di una proposta;
- rientrano nel numero massimo di 5 soggetti del partenariato;
- non possono gestire complessivamente più del 30% del contributo richiesto;
- non devono partecipare con finalità di ricerca del profitto.
- un ente no profit senza esperienza formativa può partecipare, se rispetta i requisiti soggettivi, tuttavia una proposta in cui il partenariato non dimostri competenze solide nella formazione digitale rischia di essere debole in valutazione;
- non serve che tutti gli enti abbiano esperienza nella formazione, ma è fortemente opportuno che almeno uno o più partner abbiano un profilo chiaro su formazione digitale, accessibilità, disabilità, presa in carico o orientamento lavorativo.
La misura prevede un contributo erogato dal Fondo per la Repubblica Digitale che è compreso tra:
- minimo 250.000 euro;
- massimo 500.000 euro.
Il contributo richiesto è comprensivo della quota di costi indiretti, pari all’8%
Il bando ha una dotazione finanziaria complessiva di 6 milioni di euro.
Finanzia progetti con queste caratteristiche:
- contributo richiesto tra 250.000 e 500.000 euro;
- durata progettuale non inferiore a 12 mesi;
- durata progettuale non superiore a 24 mesi;
- realizzazione su un’area territoriale liberamente individuata:
- locale;
- provinciale;
- regionale;
- multiregionale;
- nazionale.
L’estensione territoriale del progetto non costituisce fattore premiale.
I progetti devono prevedere azioni di formazione digitale dei beneficiari, calibrate sulle specificità del target. In particolare possono finanziare:
- azioni per intercettare e prendere in carico i beneficiari;
- percorsi per acquisire o potenziare competenze digitali di base;
- percorsi per acquisire o potenziare competenze digitali avanzate e professionalizzanti;
- competenze digitali utili all’autonomia personale, alla comunicazione, alla partecipazione sociale, all’accesso ai servizi e all’uso sicuro degli strumenti digitali;
- formazione sulle competenze trasversali, cioè soft skills;
- azioni per favorire la partecipazione continuativa dei beneficiari e ridurre l’abbandono;
- eventuali servizi di conciliazione, come caregiver, facilitatori, tutor specializzati, mediatori della comunicazione, operatori di supporto all’accessibilità;
- orientamento e accompagnamento al lavoro;
- coinvolgimento diretto di imprese;
- integrazione con misure e servizi già esistenti;
- attivazione di reti territoriali e comunità di riferimento;
- eventuali tecnologie assistive necessarie alla fruizione dei percorsi formativi.
I costi devono essere:
- effettivamente sostenuti;
- quietanzati;
- strettamente connessi alla realizzazione del progetto;
- rendicontati secondo il criterio dei costi reali.
Sono quindi riconducibili alle spese ammissibili, se coerenti con il progetto:
- Personale interno ed esterno per formazione e orientamento al lavoro;
- Servizi esterni (Tale tipologia di spesa riguarda le spese inerenti imprese, società aventi forma giuridica a carattere unipersonale e imprenditori individuali (regolarmente iscritti alla camera di commercio e privi della ritenuta d’acconto). A titolo esemplificativo, rientrano in questa categoria tutti i servizi di consulenza effettuati da studi di professionisti (ad esempio: società di comunicazione, studi commerciali, etc.)
- Beni strumentali all'attività
È prevista inoltre una quota di costi indiretti pari all’8% del contributo richiesto. In questa quota rientrano:
- costi generali di gestione;
- cancelleria;
- utenze;
- assicurazioni;
- spese bancarie;
- affitti di immobili e sedi istituzionali dei soggetti del partenariato;
- spese di viaggio, vitto e alloggio del personale del partenariato e dei collaboratori esterni.
Queste spese indirette non devono essere inserite nel Piano Attività e Costi e non devono essere rendicontate.
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