Investimenti sostenibili 4.0 - 2026

Ambito
Basilicata
Calabria
Campania
Molise
Puglia
Sardegna
Sicilia
Scadenza
Fino ad esaurimento fondi
Obiettivo
Efficientamento energetico
Innovazione
Ricerca e Sviluppo
Beneficiari
Media Impresa
Micro Impresa
Piccola Impresa
Cosa finanzia
Certificazioni
Consulenze
Immobilizzazioni immateriali
Immobilizzazioni materiali
Strumenti e attrezzature
Agevolazione
Fondo Perduto:
35%
Finanziamento agevolato:
40%
Ambito Territoriale
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna
Obiettivo
Il provvedimento è finalizzato a rafforzare la crescita green e la competitività delle micro, piccole e medie imprese operanti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, attraverso programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad elevato contenuto tecnologico, in linea con il piano Transizione 4.0 e con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea, favorendo la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, l’economia circolare, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’innovazione nei processi produttivi.
 
Beneficiari

I beneficiari sono esclusivamente PMI: micro, piccole e medie imprese, in forma singola. Ogni impresa può presentare una sola domanda, salvo ripresentazione in caso di rigetto dell’istanza.

Alla data di presentazione della domanda, la PMI deve:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • non essere in liquidazione volontaria;
  • non essere sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • essere in regime di contabilità ordinaria;
  • disporre di almeno due bilanci approvati e depositati oppure, per imprese individuali e società di persone, aver presentato almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con normativa edilizia, urbanistica, lavoro, sicurezza e ambiente;
  • aver restituito eventuali somme dovute a seguito di revoche di agevolazioni MIMIT;
  • non aver effettuato nei due anni precedenti una delocalizzazione verso l’unità produttiva interessata dall’investimento e impegnarsi a non farlo fino a due anni dopo il completamento dell’investimento.
Le imprese non residenti in Italia possono partecipare, purché costituite secondo la normativa dello Stato di residenza e iscritte nel relativo Registro imprese. Devono però dimostrare la disponibilità dell’unità produttiva nelle Regioni meno sviluppate entro la prima richiesta di erogazione.
 
Agevolazione
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 447.595.808,76 euro. Una quota del 25% delle risorse è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.

L’agevolazione è mista:

  • contributo in conto impianti, quindi quota non rimborsabile;
  • finanziamento agevolato, da restituire senza interessi.

La copertura nominale massima è pari al 75% delle spese ammissibili, così articolata:

  • 35% delle spese ammissibili come contributo in conto impianti;
  • 40% delle spese ammissibili come finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato:

  • è senza interessi;
  • ha durata massima di 7 anni;
  • è rimborsato con rate semestrali costanti posticipate;
  • le scadenze sono il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
  • non richiede particolari garanzie.

L’impresa deve comunque garantire la copertura finanziaria del programma, con mezzi propri o finanziamento esterno privo di aiuti pubblici, per almeno il 25% delle spese ammissibili complessive.

Le agevolazioni non sono cumulabili sulle stesse spese con altri aiuti pubblici, compresi aiuti di Stato o de minimis, salvo benefici esclusivamente fiscali o di garanzia, comunque nel rispetto delle intensità massime applicabili.

Cosa Finanzia

Sono finanziabili programmi di investimento innovativi, sostenibili e tecnologicamente avanzati, coerenti con Transizione 4.0, realizzati mediante l’utilizzo delle tecnologie abilitanti. Le spese riconducibili a tali tecnologie devono essere preponderanti rispetto al totale dei costi ammissibili.
Le tecnologie che devono caratterizzare il programma sono:

  • advanced manufacturing solutions;
  • additive manufacturing;
  • realtà aumentata;
  • simulation, inclusi digital twin e modellizzazione/simulazione dei sistemi produttivi;
  • integrazione orizzontale e verticale;
  • Internet of Things e Industrial Internet;
  • cloud;
  • cybersecurity;
  • big data e analytics;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain.

Il programma deve essere diretto a una delle seguenti finalità:

  • ampliamento della capacità produttiva;
  • diversificazione della produzione per ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza;
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo di un’unità produttiva esistente;
  • realizzazione di una nuova unità produttiva.

Il programma deve essere realizzato presso un’unità produttiva localizzata in una delle Regioni meno sviluppate: Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le spese ammissibili del programma devono essere:

  • non inferiori a 750.000 euro;
  • non superiori a 5.000.000 euro;
  • comunque non superiori al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato oppure, per imprese individuali e società di persone, dell’ultima dichiarazione dei redditi.

I programmi possono avere un importo superiore a 5 milioni, ma la parte eccedente non è agevolabile e deve essere coperta dall’impresa.

Il programma deve:

  • essere avviato dopo la presentazione della domanda;
  • concludersi entro 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione;
  • poter beneficiare, su richiesta motivata, di una proroga massima di 6 mesi.

Sono valorizzati, in particolare, programmi che rendono il processo produttivo più sostenibile e circolare e che prevedono:

  • utilizzo efficiente delle risorse;
  • trattamento e trasformazione dei rifiuti;
  • riuso dei materiali in ottica economia circolare o “rifiuto zero”;
  • percorsi di simbiosi industriale;
  • riduzione, riciclo e riuso degli scarti;
  • sistemi di ciclo integrato delle acque;
  • riciclo delle materie prime;
  • uso razionale e sanificazione dell’acqua;
  • aumento del tempo di vita dei prodotti;
  • efficientamento del ciclo produttivo;
  • smart packaging anche con materiali recuperati;
  • sistemi di selezione del materiale multileggero per aumentare recupero e riciclo.

Le misure per migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa sono:

  • sistemi di monitoraggio dei consumi energetici;
  • nuova installazione o sostituzione di impianti ad alta efficienza;
  • sistemi e componenti per ridurre i consumi del ciclo produttivo o dell’erogazione dei servizi;
  • utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi;
  • impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonti rinnovabili per autoconsumo;
  • soluzioni di efficienza energetica degli edifici in cui si esercita l’attività economica.

Per ottenere la valorizzazione come programma di efficienza energetica, il risparmio energetico deve essere almeno pari al 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente. Per una nuova unità produttiva, il confronto avviene rispetto a uno scenario controfattuale meno efficiente.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese strettamente funzionali alla realizzazione del programma, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali. In particolare:

  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • opere murarie, entro il limite del 40% del totale dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali;
  • acquisizione di certificazioni ambientali, secondo le specifiche che saranno definite dal successivo provvedimento attuativo.

Sono inoltre ammissibili alcune consulenze:

  • servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più tecnologie abilitanti Transizione 4.0, entro il limite del 5% delle spese ammissibili relative a macchinari, impianti, attrezzature, software e licenze;
  • per i soli programmi di efficienza energetica, consulenze per la diagnosi energetica dell’unità produttiva, entro il limite del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili, solo se la diagnosi non è obbligatoria per legge.

Non sono ammissibili:

  • spese in leasing;
  • commesse interne;
  • macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • acquisto o locazione di terreni e fabbricati;
  • spese di funzionamento;
  • scorte, materie prime, semilavorati, prodotti finiti e materiali di consumo;
  • consulenze e prestazioni professionali, incluse spese notarili, salvo le consulenze espressamente ammesse;
  • formazione del personale;
  • imposte e tasse, salvo IVA non recuperabile;
  • beni non installati nell’unità produttiva agevolata, salvo eccezione per impianti FER per autoconsumo ubicati in siti nella disponibilità dell’impresa e nelle Regioni meno sviluppate;
  • mezzi di trasporto merci o persone;
  • titoli di spesa inferiori a 500 euro al netto IVA, salvo fatture di acconto riferite a forniture complessivamente superiori.
Scadenza
Domande dal 6 ottobre 2026. Apertura procedura per la compilazione dal 10 settembre.
Portiamo alla vostra attenzione questa opportunità di agevolazione
che abbiamo individuato e le cui peculiarità corrispondono alle vostre potenziali esigenze imprenditoriali.

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