Il FNMI,strumento partecipato dal MEF, ma aperto anche agli investimenti di fondi privati e altri soggetti finanziari, ha l’obiettivo di sostenere le imprese italiane strategiche e attrarre investimenti, pubblici e privati, in filiere ad alto valore aggiunto, favorendo processi di transizione, innovazione e sviluppo sostenibile del tessuto industriale nazionale.
Sono stati creati due distinti strumenti di investimento, ognuno con una specifica funzione e gestito da società specializzate. Questa scelta mira a garantire professionalità e coerenza strategica con gli obiettivi pubblici prefissati.
1. Fondo Real Asset (FRA):
Questo fondo sarà focalizzato sulla valorizzazione delle materie prime critiche e sul supporto a investimenti in infrastrutture strategiche. L'obiettivo primario è rafforzare la resilienza industriale del Paese e diminuire la dipendenza da fornitori esteri.
Si tratta di un Fondo di Investimento Alternativo (FIA) di diritto italiano, con la possibilità di essere gestito da Invimit SGR (società partecipata dal MEF).
Il fondo potrà intervenire attraverso:
- la riattivazione di siti estrattivi inattivi;
- l'apertura di nuove miniere;
- progetti di trasformazione e logistica delle risorse;
- iniziative di economia circolare e riciclo industriale.
L'accesso sarà consentito a investitori privati e internazionali, promuovendo una logica di collaborazione pubblico-privato.
2. Fondo Imprese (FI):
- rafforzare e rilocalizzare le filiere produttive strategiche in Italia e in Europa, incentivando progetti industriali coerenti con le priorità della politica industriale nazionale;
- favorire l’approvvigionamento, la lavorazione e il recupero di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da paesi terzi e garantendo la sicurezza delle forniture;
- sostenere l’innovazione tecnologica e la transizione digitale dei comparti industriali ad alta intensità di capitale e know-how;
- promuovere modelli industriali circolari e sostenibili, capaci di generare impatti ambientali positivi e allineati agli obiettivi climatici europei;
- attrarre investimenti esteri diretti e capitali istituzionali, potenziando l’immagine e la presenza del Made in Italy nei mercati globali ad alta crescita;
- valorizzare le eccellenze manifatturiere italiane, in particolare nei settori a forte identità nazionale (agroindustria, moda, design, meccanica di precisione, automotive).
Il fondo potrà operare:
- investendo direttamente nel capitale delle imprese target, con partecipazioni sia di maggioranza che di minoranza qualificata (fino al 50% in operazioni di private equity);
- investendo indirettamente tramite fondi di private equity, sia diretti che indiretti.
Si punterà a rafforzare la solidità finanziaria delle imprese, a stimolare l'innovazione e a favorire l'espansione internazionale di settori cruciali per l'economia nazionale.
- Imprese costituite in forma di società di capitali (comprese le cooperative), con solidità finanziaria, sede in Italia, escluse quelle operanti nei settori bancario, finanziario e assicurativo
- startup e PMI innovative, attive nei settori target e con potenziale di scalabilità industriale;
- aggregazioni industriali (consorzi, ATI, ATS, contratti di rete), costituite per realizzare progetti congiunti in ambito tecnologico o produttivo
- società veicolo (SPV) costituite per attuare progetti di investimento specifici, anche in forma pubblico-privata;
- soggetti gestori di infrastrutture strategiche, piattaforme logistiche o impianti industriali nell’ambito delle materie prime critiche.
Il Fondo FI può partecipare fino a un massimo del 50% dell’investimento complessivo in operazioni di private equity, includendo:
- la sottoscrizione o acquisto di strumenti di capitale di rischio (quali azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi) emessi direttamente dalle imprese target;
- la partecipazione a Fondi Target diretti, ossia fondi che investono a loro volta nelle imprese oggetto di sostegno;
- la partecipazione a Fondi Target indiretti, nell’ambito di una logica di “fondo di fondi” (FoF).
Gli investimenti possono avvenire direttamente da parte del Fondo o per il tramite di veicoli appositamente costituiti. Le operazioni sono orientate a favorire processi di sviluppo, crescita, internazionalizzazione e consolidamento delle imprese beneficiarie, promuovendo l’integrazione verticale e il rafforzamento della competitività globale dei comparti industriali coinvolti. In particolare, il FI mira a facilitare l’espansione produttiva e commerciale in nuovi settori e mercati, accrescendo la presenza strategica delle imprese italiane a livello internazionale.
In caso di investimenti attraverso Fondi Target indiretti, è previsto l’impegno da parte dei gestori di tali fondi ad allocare risorse almeno pari a quelle del Fondo FI a beneficio delle imprese target, al netto dei costi di gestione.
1 . Materie Prime Strategiche:
Un'area prioritaria di intervento riguarda la filiera delle materie prime critiche, considerate fondamentali per la sicurezza industriale ed energetica nazionale, oltre che per il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica e digitale. Il Fondo potrà operare in tutte le fasi della catena del valore, includendo:
- l'estrazione di risorse strategiche sul territorio italiano o attraverso collaborazioni internazionali;
- la lavorazione e la trasformazione industriale dei materiali estratti;
- l'approvvigionamento dai mercati esteri o tramite forniture integrate;
- il riciclo e il riutilizzo dei materiali, in linea con i principi dell'economia circolare e per diminuire la dipendenza da fonti esterne;
- la distribuzione all'interno del sistema produttivo nazionale.
Questa area è strettamente legata alla crescente necessità dell'Unione Europea di ridurre la propria vulnerabilità nell'ottenimento di risorse strategiche, specialmente nei settori delle tecnologie verdi, delle batterie, delle energie rinnovabili, dell'automotive elettrico e della microelettronica.
2. Settori Industriali Avanzati e Competitivi:
Il secondo ambito di intervento concerne il sostegno a filiere industriali di eccellenza, caratterizzate da un'elevata intensità tecnologica, una forte capacità innovativa e una notevole competitività sui mercati globali. La selezione di queste filiere avverrà in base a criteri stabiliti dal Comitato tecnico strategico del Fondo e in coerenza con le direttive della politica industriale nazionale. Tra i fattori considerati vi saranno:
- il livello di investimento in ricerca e sviluppo (R&S);
- l'impatto dei megatrend globali (digitale, intelligenza artificiale, green economy);
- la posizione dell'Italia nei mercati mondiali, in termini di quota di export e valore aggiunto;
- la capacità del settore di creare occupazione qualificata e valore economico stabile nel tempo.
Tra i settori che potrebbero beneficiare di questi interventi si annoverano comparti come: aerospazio, farmaceutica, biotecnologie, meccatronica avanzata, semiconduttori, tecnologie per la transizione energetica e manifattura di precisione.
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