Il Co-Creation Accelerator finanzia la collaborazione operativa fra startup digitali e imprese, cluster o soggetti pubblici per sviluppare, adattare, testare e validare soluzioni tecnologiche riferite a problemi industriali concreti. La soluzione deve essere almeno a TRL 4-5: non basta un’idea, ma occorre un prototipo, una proof of concept o un MVP già validato almeno in ambiente sperimentale.
Il progetto deve portare, nell’arco di quattro mesi, alla validazione della tecnologia e del suo adattamento alle necessità del Challenge Partner, riducendo sia l’incertezza tecnica sia quella commerciale. Sono particolarmente rilevanti la definizione del product-challenge fit, il perfezionamento dell’MVP, la sperimentazione presso il partner, il modello di business, il go-to-market e la preparazione alla raccolta di investimenti.
Gli ambiti strategici sono:
- Deep Tech;
- Strategic Technologies for Europe;
- Green & Social Tech.
Vi rientrano, fra l’altro, intelligenza artificiale, machine learning, robotica, sensoristica, advanced computing, edge e cloud, cybersecurity, identità digitale, dati sicuri, tecnologie dual use, economia circolare, decarbonizzazione, efficienza energetica, GovTech e innovazione sociale.
Il beneficiario centrale è una startup digitale qualificabile come micro o piccola impresa, con meno di 50 addetti. Per il Cut-off 1 la società deve essere stata costituita tra il 1° gennaio 2021 e la data di presentazione della proposta.
La startup deve inoltre:
- avere almeno due FTE;
- possedere direttamente la maggioranza sostanziale della proprietà intellettuale relativa alla soluzione;
- non essere controllata da un’altra impresa;
- non essere una controllata, salvo l’eventuale presenza di una holding non operativa dei fondatori;
- disporre di una soluzione almeno a TRL 4-5;
- avere un prototipo, una proof of concept o un MVP;
- dimostrare capacità tecnica e commerciale;
- possedere una strategia credibile per la gestione e tutela dell’IP.
Nel percorso Open Challenge Track, la startup presenta il progetto con un proprio Challenge Partner e deve allegare una lettera di impegno o documentazione equivalente. Nel percorso Industry Challenge Track, risponde invece a una sfida predefinita pubblicata da 28DIGITAL. I Challenge Partner possono essere imprese, PMI, cluster o soggetti pubblici.
L’agevolazione consiste in un sostegno finanziario massimo di 250.000 euro, pari al 100% dei costi ammissibili effettivamente sostenuti. Non è richiesto un cofinanziamento obbligatorio.
L’erogazione avviene in due tranche:
- 60% a titolo di prefinanziamento, dopo l’adempimento delle condizioni contrattuali;
- 40% a saldo, dopo l’approvazione della relazione finale, dei deliverable, degli indicatori e dei risultati.
Il saldo può essere ridotto in caso di attività incomplete, KPI non raggiunti, ritardi o deliverable qualitativamente insufficienti.
L’elemento più importante è il meccanismo di equity. La startup deve offrire a 28DIGITAL una partecipazione compresa tra il 3,5% e il 7%, formalizzata attraverso uno Share Transfer Agreement. La percentuale deve essere indicata e motivata nella proposta, incide sulla valutazione e non può essere negoziata dopo la selezione.
Le FAQ chiariscono inoltre che:
- 28DIGITAL non parteciperà normalmente ai successivi aumenti di capitale e potrà quindi essere diluita;
- una riduzione del finanziamento per minori spese o performance insufficienti non riduce automaticamente la percentuale di equity promessa;
- l’offerta deve essere coerente con la valutazione, la maturità e gli asset della startup.
Si tratta dunque di un finanziamento al 100%, ma non di un contributo gratuito in senso economico, perché comporta la cessione di una quota societaria.
Sono ammissibili costi effettivi appartenenti alle categorie Horizon Europe:
- costi del personale;
- subappalti;
- acquisti di beni e servizi;
- altre categorie di costi direttamente connesse al progetto;
- costi indiretti.
I costi indiretti sono determinati applicando un tasso forfettario del 25% ai costi diretti ammissibili, con le esclusioni previste dal Model Grant Agreement, in particolare per subappalti e sostegno finanziario a terzi.
Possono quindi essere ricompresi, quando direttamente necessari:
- sviluppo e miglioramento del software;
- progettazione e sviluppo del prototipo o MVP;
- personale tecnico, commerciale e di project management;
- cloud, hosting, infrastrutture digitali e servizi dati;
- licenze e componenti software;
- materiali e componenti impiegati nel pilot;
- strumentazione e attrezzature utilizzate nel progetto;
- consulenze tecniche e specialistiche;
- test, validazioni e sperimentazioni;
- integrazione della soluzione nei sistemi del partner;
- attività di business development, market validation e go-to-market.
Non è consentito redistribuire il contributo attraverso ulteriori subgrant. I subappalti devono essere già descritti e giustificati nella proposta e rispettare i principi di convenienza economica e assenza di conflitti d’interesse.
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