- Supportare le città europee nella transizione gemella (green & digital) verso la neutralità climatica e la resilienza sociale e ambientale.
- Integrare ricerca, innovazione e governance urbana: non solo soluzioni tecnologiche, ma anche strumenti politici, modelli organizzativi, approcci sociali e culturali.
- Promuovere Living Labs e sperimentazioni reali per testare soluzioni direttamente in contesti urbani.
- Coinvolgere autorità locali (obbligatorie in ogni consorzio) per garantire la messa a terra dei risultati.
- Contribuire agli SDGs ONU, al Green Deal europeo e alle Missioni UE (100 Climate-Neutral Cities, Adaptation to Climate Change, Climate-Neutral & Smart Cities).
- Collegare Europa e network extra-UE tramite la Mission Innovation – Urban Transitions Mission (MI UTM), per condividere esperienze globali.
- Sostenere sia ricerca (ROA) sia innovazione applicata (IOA), a seconda della maturità dei progetti.
OBIETTIVI PER I TRE TRANSITION LATHWAYS
1) 15-Minute City (15mC)
Città compatte e policentriche, in cui bisogni essenziali (abitare, lavorare, curarsi, fare acquisti, socializzare, fruire di cultura e natura) siano raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici.
Obiettivi specifici:
- Ripensare la mobilità urbana in chiave multimodale, integrando trasporto pubblico, bici, micromobilità e logistica dell’ultimo miglio.
- Riprogettare la sosta (es. riduzione parcheggi in superficie, uso polifunzionale degli spazi) come leva per liberare spazio urbano.
- Studiare policy in contesti di conflitto (es. opposizione sociale a pedonalizzazioni, riduzioni auto, low emission zones), sviluppando strumenti di governance partecipata.
2) Circular Urban Economies (CUE)
Città resilienti che funzionano come ecosistemi circolari, riducendo rifiuti, consumi e impatti ambientali, aumentando inclusione sociale e qualità della vita.
Obiettivi specifici:
- Sviluppare infrastrutture verdi e blu (parchi, corridoi ecologici, soluzioni basate sulla natura) che abbiano anche una funzione sociale (benessere, coesione, salute).
- Esplorare il ruolo del turismo urbano sostenibile, analizzando impatti positivi/negativi e introducendo modelli circolari (gestione risorse, mobilità turistica, rigenerazione spazi).
- Sperimentare appalti pubblici verdi e circolari, con criteri innovativi che stimolino mercati locali e pratiche sostenibili (edilizia, arredi urbani, eventi culturali).
3) Positive Energy Districts (PED)
Distretti urbani che producono più energia rinnovabile di quella che consumano, diventando pilastri della neutralità climatica cittadina.
Obiettivi specifici:
- Sviluppare PED inclusivi in contesti di edilizia sociale/subsidised housing, garantendo giustizia sociale e accessibilità economica nella transizione energetica.
- Analizzare e potenziare gli impatti socio-economici dei PED: nuove filiere locali, comunità energetiche, mercati dell’energia, occupazione e coesione.
- Progettare strategie integrate di riscaldamento e raffrescamento urbano, efficienti e basate su fonti rinnovabili (es. teleriscaldamento, pompe di calore collettive, waste heat recovery).
OBIETTIVI DI PROCESSO
Oltre agli obiettivi tematici, il bando persegue anche obiettivi operativi:
- Coinvolgimento attivo dei cittadini e stakeholder in co-design e co-implementazione.
- Valorizzazione della conoscenza transnazionale: obbligo di contribuire al DUT Knowledge Hub.
- Scambio internazionale: sinergia con Urban Transitions Mission (MI UTM) per trasferire e ricevere esperienze anche fuori dall’UE.
- Open science & FAIR data: gestione dati e risultati secondo i principi UE.
Il DUT Call 2025 non finanzia solo progetti “tecnici” ma chiede prototipi urbani concreti, con Comuni obbligatoriamente in consorzio, che affrontino transizione ecologica, digitale e sociale insieme, nelle tre chiavi 15mC, CUE e PED.
L’unico vincolo rigido è che ogni consorzio deve includere almeno un’autorità urbana. La finanziabilità effettiva dipende dalle regole del Funding Agency nazionale (per l’Italia – MUR – in attesa di pubblicazione).
1) L'agevolazione dipende da ogni Funding Agency. Di seguito alcuni esempi per i paesi che hanno già confermato:
- Austria (FFG):
- Università ed enti pubblici: all’85%.
- Imprese: 50–60% (secondo categoria impresa e tipo di attività: ricerca industriale o sviluppo sperimentale).
- Francia (ANR):
- Ricerca pubblica: 100% dei costi diretti + forfait overhead.
- Imprese: 45–60% a seconda della dimensione.
- Spagna (AEI/CDTI):
- Università e organismi pubblici: 100%.
- Imprese: 50–65% (con differenze tra AEI e CDTI).
- Germania (BMBF):
- Università e ricerca: 100% costi diretti + 20% overhead.
- Imprese: 50% (più 10% per PMI).
L’Italia (MUR) è elencata come Paese partecipante: percentuali e budget saranno pubblicati a breve.
2) Massimali
- Non c’è un massimale unico di progetto a livello UE.
- Ogni Funding Agency può stabilire massimali per partner o per quota nazionale.
- Es. Svizzera (SFOE): massimo 500.000 CHF a progetto.
- Es. Austria (FFG): massimo 600.000 € a partner.
- Italia: massimale da definire nel prossimo aggiornamento del National Annex MUR.
3. Cofinanziamento richiesto
- Nella maggior parte dei Paesi, le imprese devono garantire una quota di cofinanziamento (40–50%).
- Università ed enti pubblici spesso ricevono 100% delle spese dirette + forfait overhead.
- In Italia, se confermata la linea già usata dal MUR in altri co-fund (es. Water4All, Biodiversa+), ci si può aspettare:
- 100% per università e ricerca pubblica.
- 50–65% per imprese.
- Attività di ricerca applicata e interdisciplinare (urbanistica, mobilità, energia, economia circolare, scienze sociali, politiche pubbliche).
- Studi e analisi di policy, governance, modelli socio-economici.
- Sviluppo di nuovi metodi, strumenti, modelli di business.
- Sperimentazioni urbane in scala reale (living labs, positive energy districts, 15-minute neighborhoods).
- Prototipi, dimostratori, proof of concept in contesti urbani.
- Implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative, sociali in quartieri o distretti.
- Sviluppo di policy tools, metodologie di co-creazione e partecipazione dei cittadini.
- Supporto a municipalità e utilities urbane nell’adozione di soluzioni innovative.
- Strumenti per la valutazione di impatti sociali, ambientali ed economici.
- Attività di coinvolgimento stakeholder (cittadini, imprese, società civile).
- Workshop, training, scambio di conoscenze tra città, enti di ricerca, imprese.
- Attività di comunicazione, disseminazione e sfruttamento dei risultati.
- Partecipazione obbligatoria alle attività di programma DUT/MI UTM (meeting, report, knowledge hub).
- Redazione di un Data Management Plan (DMP) conforme ai principi FAIR.
- Attività per l’open access delle pubblicazioni e, se possibile, dei dati.
I progetti devono prevedere budget e attività dedicati a:
- Program activities del DUT (eventi transnazionali, report, knowledge hub).
- Contributo alla Mission Innovation – Urban Transitions Mission (scambio dati/esperienze con partner extra-EU).
- Comunicazione istituzionale (acknowledgement CE/DUT in tutte le attività).
Prima fase (1 settembre – 17 novembre)
Presentazione di una proposta preliminare da parte di un candidato principale. Il candidato principale è responsabile del coordinamento e dei contatti con la Segreteria del bando DUT. Una pre-proposta include una descrizione sintetica del progetto e una descrizione dei partner. Se la pre-proposta viene selezionata il consorzio del progetto è invitato a presentare una proposta completa.
Seconda fase (20 febbraio – 23 aprile)
I candidati che accedono alla seconda fase riceveranno informazioni tramite il sistema di candidatura e saranno invitati a presentare una proposta completa.
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